Israele: Viaggio in Terra Santa

Antonio Amoroso

Antonio Amoroso

Israele: Viaggio in Terra Santa

Quando mi è stato affidato il compito di fare da accompagnatore di un gruppo in Israele non ero molto entusiasta perché, dato che non sono credente, mi aspettavo di non trovarmi a mio agio una volta giunto a destinazione, immaginando di trovare una terra piena di pellegrini e priva per me di un particolare interesse, ma mi sbagliavo profondamente. Israele si è rivelato un Paese pieno di elementi affascinanti, adatto a un viaggiatore o a un turista che non abbia solo interessi prettamente religiosi.

L’arrivo

telaviv

Dopo una serie infinita di controlli di sicurezza in aeroporto, sia in partenza che in arrivo, sbarchiamo a Tel Aviv e andiamo a visitare Giaffa, il porto storico del Paese sul Mar Mediterraneo, citato nell’Antico Testamento come porto di arrivo del cedro del Libano, usato per la costruzione del tempio di Salomone.

L’impatto è tutt’altro che entusiasmante. Sarà la stanchezza del viaggio, sarà che Tel Aviv è una città moderna, che ricorda un pochino le città della riviera adriatica come Pescara o San Benedetto, con il

giaffasuo lungo mare pieno di alberghi, uffici e palazzoni  enormi, sarà che di Giaffa non è rimasto praticamente nulla, ma non era certo quello che mi aspettavo di vedere. Quello che invece mi colpisce in particolare è la popolazione, gran parte della quale è bionda con gli occhi azzurri. Infatti i primi coloni israeliani provenivano tutti dall’est e dal centro Europa. Un pò sono spiazzato, perché mi aspettavo di trovare una popolazione dai tratti somatici molto più medio orientali, mentre appare evidente che siamo in una zona che potremmo definire ancora smaccatamente europea e occidentale.

La Gerusalemme moderna

Dopo una breve visita è tempo di ripartire, direzione Gerusalemme. L’autostrada si fa subito caotica a causa di un incidente. Questo ci dà l’opportunità di prendere una strada alternativa, molto più paesaggistica, che dopo una serie di curve tortuose attraverso boschi lussureggianti, sì avete capito bene “boschi lussureggianti”, ci porta finalmente a destinazione.
Anche qui l’impatto con la città è diverso da quel che mi aspettavo. Mi aspettavo una città molto brulla e piena di monumenti storici, quella che in realtà è l’immagine della città che si vede dal Monte degli Ulivi.
In realtà Gerusalemme si presenta subito in tutto il suo splendore, piena di colline e molto più verde di quello che era nel mio immaginario, con palazzi e villette tutte bianche.

mamilaArriviamo in albergo in una zona moderna non distante dalla città vecchia, nei pressi del modernissimo Mamilla Mall, un’area commerciale all’avanguardia, che sbocca direttamente sull’antica porta di Jaffa e che costituisce un ritrovo ideale per turisti e gente del posto, con i suoi ristoranti, bar e negozi.

Quel che mi colpisce subito è che nonostante sia mezzanotte passata ci sono squadre di operai al lavoro che si occupano della segnaletica stradale, l’organizzazione, l’ordine e la pulizia regnano in ogni angolo di strada.  Tutto il contrario di quello che ci aspetta il giorno dopo.

La Gerusalemme antica

monteuliviIl mattino seguente comincia la vera e propria visita culturale della città.  Ci accingiamo a raggiungere il Monte degli Ulivi, posto nella zona est della cittàper avere una visione completa della città storica e mentre attraversiamo il confine ideale che separa la zona israeliana da quella a carattere prettamente islamico, ci si accorge della differenza nello stile di vita a causa della sporcizia che purtroppo è in tutti gli angoli e la disorganizzazione che stride con la parte occidentale della città.
Tuttavia Gerusalemme si mostra in tutta la sua magnificenza.
Da qui ci spostiamo pian piano verso la Spianata delle Moschee, per perderci nel dedalo di viuzze della città antica e le sue mura, considerate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, che racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Monte del Tempio, il Muro del pianto, la Basilica del Santo Sepolcro, la Cupola della Roccia e la Moschea al-Aqsa. La commistione culturale è evidente e fa di Gerusalemme un posto singolare quanto affascinante anche per chi come me non arriva qui con interessi religiosi.

Cafarnao, il Lago di Tiberiade e Nazareth

cafarnaoNei giorni successivi ci spostiamo verso nord attraversando la depressione più profonda della terra. Un altro contrasto mi salta agli occhi, quando la guida ci spiega che stiamo entrando in territorio palestinese. E’ qui che all’improvviso finisce l’acqua e comincia il deserto…
Risalendo verso nord visitiamo il museo delle antiche barche a Ginosar sul Lago di Tiberiade, per poi spostarci a Cafarnao, città dove Gesù visse e predicò per lungo tempo. Qui è possibile visitare interessantissimi scavi archeologici.
Ci fermiamo a pranzo al Kibbutz Ein Gev dove assaggiamo un ottimo pesce San Pietro per proseguire nel pomeriggio verso Nazareth, la città che probabilmente mi ha deluso più di tutte. In serata rientriamo a Gerusalemme.

Betlemme

betlemmeIl giorno successivo è dedicato alla visita di Betlemme. Anche qui il contrasto stridente tra mondo occidentale e mondo islamico si fa struggente alla vista del muro di cinta costruito al confine con la Palestina. Betlemme è una cittadina povera profondamente differente dalle ricche e opulente città israeliane. La Chiesa della Natività è l’unico punto di interesse turistico e su questi unici introiti si fonda la povera economia palestinese.
Abbandono Betlemme con un senso di angoscia che apre nuove riflessioni su quanto avviene in questo Paese. L’unico desiderio alla sera è quello di lasciare quel bunker al più presto possibile. Guardo negli occhi quella gente piena di infelicità e mi domando cos’altro posso fare se non acquistare i loro souvenirs, tuttavia mi sento sollevato quando attraversiamo il muro di cinta presidiato militarmente per dirigerci nuovamente a Gerusalemme. Si avvicina l’ora dello Shabbat.

Lo Shabbat e la Gerusalemme notturna

gerusalemme

Dalle 19:00 del venerdì sera la città diviene improvvisamente silenziosa, il traffico diminuisce in maniera drastica e le luci delle case si spengono per lasciar intravedere il fioco bagliore di una candela accesa prima dell’inizio dello Shabbat. I cittadini si vestono a festa e passeggiare per la città diviene un vero e proprio piacere.
Una passeggiata notturna a Mitchell Garden consente di avere una vista privilegiata sul Muro del Pianto e di godersi la tranquillità e la quiete di questi giardini.

marmortoKumran e il Mar Morto

Lasciamo Gerusalemme per l’ultimo giorno di visite, dedicate al sito archeologico di Kumran dove nel 1947 furono ritrovati i famosi Rotoli del Mar Morto, testi  di grande significato religioso e storico, in quanto comprendono alcune fra le più antiche copie superstiti note dei libri biblici e dei loro commenti.

Al termine della visita ci concediamo un bagno nel Mar Morto, un pranzo e una breve sessione di shopping in un centro commerciale nei quali si trovano ottimi cosmetici derivanti dai fanghi del Mar Morto.
Purtroppo è già tempo di ripartire e rientrare a casa, con una nuova visione di questo meraviglioso Paese, pieno di fascino, suggestioni, contraddizioni, storia e cultura.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Condividi il post

Condividi su print
Condividi su email
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin