Fiandre: this must beer the place

Cristiano Carriero

Cristiano Carriero

Fiandre: this must beer the place

La migliore idea per un week end lungo di primavera (quattro-cinque giorni) è un viaggio nelle Fiandre. Nel cuore del Belgio c’è una regione, ma forse sarebbe più corretto dire una nazione, un paese, una filosofia, che fa storia a sé.

Bruges

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Le Fiandre sono una cartolina di quelle che arrivano quando meno te l’aspetti. Quelle di cui magari non leggi nemmeno il contenuto del testo, perché sei troppo impegnato a guardare la caratura della foto. Le Fiandre sono un viaggio introspettivo, tra fiumi e specchi magici. E le città costruite sui fiumi e sui canali, si sa, hanno l’obbligo morale di essere più belle, costrette a specchiarsi, a piacersi, ad essere narciciste e presuntuose fino all’eccesso. Atterrate a Charleroi e affittate una macchina. I costi sono davvero accessibili e l’autostrada non si paga. Anche gli spostamenti in treno sono molto comodi, ma perché rinunciare alla libertà di un proprio mezzo? Dirigetevi verso nord e spingetevi fino a Bruges, una delle perle delle Fiandre. Iniziate da lì, e dedicate almeno un giorno alla Venezia del Nord Europa.

Passeggiate a piedi, fate un giro attorno a canale e perdetevi tra gli odori del mercati. Se sentite freddo entrate in una delle tante cioccolaterie per assaggiare le delizie locali. Bruges (o Brugge, con la g dura) è la città medioevale meglio conservata d’Europa, la località più visitata del Belgio e forse una delle città più romantiche che io abbia mai visto. In questa città scrigno ogni angolo induce a fare una fotografia: le vecchie case, i palazzi aristocratici, le numerose chiese lungo i canali.

Bruges ferma il tempo e ti invita a fare altrettanto, tra un boccale di birra (qui ogni scusa è buona, ad ogni ora del giorno e della sera) e un piatto di cozze con le patatine fritte, portata tipica del luogo. A 45 km da image4Bruges c’è Gent, città universitaria e piena di tangibile euforia. La differenza con Bruges è sottile, ma significativa: Gent è più grande, meno bomboniera, più colorata e undeground. Puoi intravedere uno scorcio meraviglioso da un murales, è elegante ma sa divertirsi come poche, espressione di un’Europa antica e moderna al tempo stesso. A Gent non potete perdervi il tramonto nel centro storico, quando il sole si abbassa quel tanto che basta a creare un gioco di luce tra i palazzi e il fiume, che vi lascerà senza parole. Un bacio e una birra, sono l’accoppiata ideale per suggellarlo. This must beer the place.

Da Gent ad Anversa

image5Da Gent ad Anversa ci sono poco meno di 40 Km, e le Fiandre iniziano ad assumere un’altro aspetto in questa meravigliosa città del Belgio. Anversa è una metropoli, ha la puzza sotto il naso di chi sa di essere un importantissimo snodo industriale d’Europa e un antico porto. Anversa è baluardo e attacco, non vi aspettate fiumi che specchiano, ma un grande corso d’acqua che difende e protegge oggi, mentre un tempo era l’approdo dei vichinghi e dei barbari. In piazza si erge una statua di un guerriero romano che bandisce una mano mozzata, e fa specie pensare a questo tipo di battaglie al centro di tanta serenità e tanta bellezza. Se siete fortunati, come lo siamo stati noi, approfittate del sole di mezzogiorno per fare quello che tutti i cittadini di Anversa fanno nel fine settimana: oziare.

image2Ovvero sedervi in uno dei tanti bar all’aperto e godervi una birra speciale (ci vorrebbe un articolo a parte per descriverle tutte) con lo sguardo rivolto verso la piazza centrale. Un tempo Anversa è stato uno degli approdi preferiti degli italiani. Non si spiegherebbe altrimenti la presenza di così tanti ristoranti dal nome “Giovanni”, “Antonio”, “Verona”. Assaggiate qualcosa di indigeno e lasciate questi locali ai turisti. Il museo di Rubens (con una collezione incredibile di opere) e quello della Moda meritano una visita. In una giornata si fa tutto.

Bruxelles e Malines (Machelen)

Per concludere il giro non si può fare a meno di visitare la capitale, Bruxelles, magari dopo aver fatto a colazione nella luccicante Machelen (di strada), per gli amanti del calcio anni ’80 Malines, ovvero la squadra di Preud’homme che stupì in Europa pur essendo l’espressione di una piccola cittadina operosa delle Fiandre. Bruxelles è una metropoli: dimenticate le Fiandre incantate e gettatevi a capofitto nella image6vita della grande città. Bruxelles è più simile a Parigi e ad Amsterdam che ad Anversa. È cosmopolita, espressione di una nuova Europa, ricca e povera, snob e aperta. Ma tra i vicoli del centro non mancano i momenti di stupore e incanto. È più semplice trovare locali a prezzi abbordabili a Bruxelles che in una città bomboniera come Bruges. Due ristoranti su tutti: 9 et Voisins e Fin de Siècle, entrambi molto vicini alla Gran Piazza (grazie del consiglio, Mirko Baldisserri). Economici, tipici, con una gran varietà di pietanze tipiche e birre. Dopo aver fatto le consuete foto alla piazza e al Manneken Pis (il pupo che fa la pipì) prendete la metro verso Hysel e andate all’Atomium. Se vi avanza tempo vi raccomando la visita guidata al Parlamento Europeo e perché no quella al Senato del Belgio dove un simpatico signore (che parla un po’ francese, un po’ fiammingo e molto poco spagnolo) vi accompagnerà in tutte le stanze spiegandovi la storia di questo Paese e mostrandovi dei fantastici quadri che ritraggono i giuramenti dei vari Re. Caratteristico.

Waterloo

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Prima di tornare a Charleroi, se il vostro volo parte da lì, non dimenticate che la storia della nostra Europa è passata da Waterloo. A pochi minuti da Bruxelles è possibile visitare il campo di battaglia più infausto della storia, nonché il monumento alla pace eretto su quello stesso terreno dopo la sconfitta di Napoleone. Tra l’altro, a giugno, si festeggerà il duecentenario della battaglia: quale migliore occasione per una visita nelle Fiandre?

Cristiano Carriero

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